Sia pure con differenze legate a latitudine, altitudine e specie-varietà coltivata, le colture frutticole in Italia sono già entrate o stanno per entrare nella fase del risveglio vegetativo.
Come è facile intuire, si tratta di una fase fenologica di grande peso, che precede l’emissione di foglie e germogli, la fioritura, la fecondazione e l’allegagione.
Una fase nella quale da sempre – considerata la naturale instabilità meteorologica della primavera – si deve tenere conto di possibili sbalzi termici più o meno intensi e di una piovosità variabile. Negli ultimi anni, tuttavia, il cambiamento climatico determina qualche criticità in più rispetto al passato. Frequenti sono, per esempio – e nel 2025 lo si sta sperimentando in diverse aree – i ritorni di freddo dopo periodi di caldo eccessivo nel mese di febbraio. Questi ultimi peraltro inducono frequentemente germogliamenti anticipati, aumentando il rischio di danno alla produzione in caso di gelata primaverile.
Durante il risveglio vegetativo, stante anche l’intensificazione dell’attività radicale della pianta al rialzarsi delle temperature, le esigenze nutrizionali delle colture devono essere attentamente monitorate e gestite, tenendo anche conto dell’andamento dell’annata precedente e dei riflessi che questo ha sull’accumulo di riserve di zuccheri negli organi preposti.
Vediamo in breve i punti a cui porre attenzione per una nutrizione primaverile efficace – ed efficiente – delle principali coltivazioni frutticole. L’Azoto ha sempre un ruolo da protagonista in questa parte dell’anno, ma anche altri elementi necessitano di una somministrazione mirata.
Pomacee e drupacee
Per pomacee e drupacee l’Azoto è fondamentale in primavera ed estate per la produzione di nuovi tessuti e lo sviluppo vegetativo, mentre il Fosforo è indispensabile per la fioritura e lo sviluppo radicale. Dalla nota tendenza del Fosforo all’insolubilizzazione, che rende l’elemento indisponibile per le piante anche in presenza di un contenuto rilevante nel suolo (dando luogo al noto fenomeno della phosphorus depletion), deriva la necessità di una gestione oculata della concimazione fosfatica.
Il Potassio, d’altra parte, è indispensabile per la maturazione del frutto, in virtù del suo ruolo fondamentale nel metabolismo glucidico. Esso influenza positivamente non solo i gradi Brix a maturità, ma anche la pezzatura e il peso. Il Potassio è inoltre implicato nell’incremento della resistenza alle gelate primaverili e alla frigoconservazione.
Le esigenze in Azoto di Pomacee e Drupacee non si esauriscono nelle prime settimane che seguono l’uscita dall’inverno, ma proseguono per tutto il periodo estivo. Per questo motivo si consiglia di far fronte ai fabbisogni azotati con la distribuzione a fine inverno – inizio primavera di concimi organici o organo-minerale a cessione controllata.
Olivo
L’olivo è una pianta sempreverde, per cui occorre tenere presente che, pur essendo gli organi di riserva principali rappresentati dalle radici e dal fusto, anche le – foglie in determinate fasi dello sviluppo vegetativo – possono svolgere temporaneamente questa funzione, ridistribuendo gli elementi nutritivi all’intera pianta, in base alle necessità.
Anche nel caso dell’olivo, è consigliabile frazionare il fabbisogno annuo in Azoto oppure impiegare fertilizzanti con Azoto a cessione graduale e controllata, assicurandone una buona disponibilità dalla primavera all’estate, per favorire l’attività vegetativa e l’allegagione. A causa dell’alternanza di produzione, all’uscita dall’inverno occorre non eccedere con la concimazione azotata se l’annata precedente è stata di carica. Fosforo e Potassio sono normalmente distribuiti a fine inverno, anche interamente in un unico passaggio, avendo sempre cura di interrarli
Agrumi
Al pari dell’olivo, gli agrumi sono piante sempreverdi. Per la maggior parte di arance, mandarini e clementine, la fioritura avviene tra marzo e aprile, con raccolta da novembre a gennaio.
In primavera occorre assicurare la corretta disponibilità di Azoto, necessario a sostenere l’attività vegetativa e favorire l’allegagione, e Fosforo, che influenza positivamente sia la fioritura che lo sviluppo dei frutti. Il Potassio comincia a essere assorbito in maniera più importante nella primavera più avanzata, con una flessione nei mesi estivi e una ripresa in corrispondenza dei mesi autunnali.
Vite
Per la vite da vino le strategie di concimazione variano in funzione delle condizioni pedoclimatiche in cui viene coltivata, delle varietà, dei portinnesti e degli specifici obiettivi enologici.
Tendenzialmente le dosi annuali di Fosforo e Potassio vengono distribuite interamente o in autunno, in post vendemmia (terreni pesanti), o a fine inverno (terreni più leggeri), mentre si tende sempre a frazionare in almeno due interventi la dose annuale di Azoto, con un intervento primaverile e uno autunnale. Discorsi analoghi sul frazionamento valgono per l’uva da tavola, anche se i quantitativi di elementi distribuiti annualmente possono essere sensibilmente diversi da quelli applicati in viticoltura da vino.
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