Pubblicato il:
Il recente decreto regionale n,. 14746 del 1/9/2026 relativo alla presenza di Xylella fastidiosa subsp. pauca in Contrada Olivetella, nel Comune di Taurianova (RC), segnala il ritrovamento di sette piante di olivo infette, ubicate nella maggior parte in giardini privati.
Il dato presenta un rilevante interesse fitosanitario, ma richiede particolare cautela nell’interpretazione. Il decreto, infatti, non indica il Sequence Type (ST) dell’isolato.
Non è quindi possibile, allo stato attuale, affermare che il batterio presente a Taurianova appartenga allo stesso ceppo associato alla principale epidemia di X. fastidiosa subsp. pauca in Puglia.
La caratterizzazione molecolare dell’isolato calabrese rappresenta pertanto un passaggio fondamentale. Il confronto genomico con gli isolati pugliesi e con quelli di altre aree geografiche potrebbe fornire indicazioni sull’eventuale origine e sulle modalità di introduzione del batterio.
L’esperienza pugliese dimostra infatti l’importanza di considerare non soltanto l’olivo, ma l’intera filiera del materiale vegetale. Le indagini sull’origine dell’epidemia pugliese hanno indicato come possibile via di introduzione materiale vegetale ornamentale proveniente dall’estero, comprese piante di caffè originarie dell’America Centrale. Successivamente, la diffusione locale è stata favorita dagli insetti vettori.
Nel caso di Taurianova sarebbe quindi importante verificare, oltre agli olivi positivi, la provenienza degli altri vegetali presenti nei giardini, eventuali recenti introduzioni di piante ornamentali, i vivai di origine e i movimenti di materiale vegetale. Altrettanto importante è il monitoraggio dei potenziali vettori presenti nell’area.
Un ulteriore elemento da chiarire riguarda i tempi dell’indagine. La prima segnalazione da parte di un privato risale al 15 luglio: a circa un mese e mezzo di distanza occorre chiedersi da quanto tempo Xylella possa essere presente nell’area, considerata la possibilità di infezioni asintomatiche nelle fasi iniziali.
Infine, dovrebbero essere rese note le eventuali misure di eradicazione già eseguite sulle sette piante positive e gli esiti dei controlli sulle piante circostanti.
L’obiettivo non deve essere soltanto individuare le piante infette, ma ricostruire la catena epidemiologica:
origine del materiale vegetale → introduzione del batterio → eventuale ospite iniziale → vettore → diffusione locale.
L’esperienza della Puglia offre oggi alla Calabria un vantaggio fondamentale: la possibilità di intervenire precocemente. Per sfruttarlo, servono però caratterizzazione genetica, tracciabilità del materiale vegetale, monitoraggio dei vettori e sorveglianza capillare dell’area interessata.
ad una domanda di Mario Caligiuri : “Chissà se il cippato ricavato dagli ulivi del Salento e che spesso abbiamo visto arrivare in Calabria per alimentare le centrali a biomassa, possa essere un vettore per la diffusione di questo virus?? “
Specifichiamo soprattutto che la Xylella non è un virus, ma un batterio. E un batterio non ha “gambe proprie”: per spostarsi da una pianta all’altra ha bisogno di un vettore.
Spesso, sulle lunghe distanze, il vettore può essere proprio l’uomo, attraverso la movimentazione di materiale vegetale infetto o potenzialmente contaminato.
La Xylella vive e si moltiplica nei vasi dello xilema della pianta infetta.
Il cippato non trasmette direttamente la Xylella da un albero all’altro, come può fare un insetto vettore.
La trasmissione naturale avviene principalmente attraverso insetti che succhiano la linfa xilematica, come la sputacchina.
Tuttavia, il legno e i residui di potatura provenienti da piante infette possono rappresentare un rischio fitosanitario, soprattutto se vengono movimentati verso zone indenni e se il materiale conserva parti vegetali idonee a ospitare il batterio o eventuali insetti vettori.
firmato Dr Luigi Ferrara